A me sembra tanto che i giornalisti (molti, moltissimi, quasi tutti quelli che mi capita di leggere) stiano facendo come un bambino che conoscevo una volta alle elementari: M.
quello che diceva, a B. e a A.: picchiatevi! e lui stava a guardare.
B sapeva che era una stupidata ma A evidentemente non lo capiva (ma si sa alle elementari si è manipolabili). Quindi per quanto B cerchi di far capire ad A che è una sciocchezza picchiarsi e ancor più lo è solo perchè qualcuno lo dice, A. cercava comunque di menare B.
B. Attaccato si difendeva.
Ora: vedendo A e B picchiarsi senza sapere il ruolo di M. è possibile dare ragione ad A o B? Ecco secondo me molti giornalisti e conduttori fanno come M.
e cattolici, laici, agnostici, credenti, persone, ecc si comportano come i A e B.
Solo che nessuno è B, sono tutti A.
No?
PS: oh non è che voglio incitare alla violenza contro i giornalisti, ma ogni tanto ignorare le provocazioni sarebbe d’uopo.
almeno è così che si è risolta anche la nostra storia tra A, B e M (il primo a metterla in atto è stato B comunque)
§§§
Consigli di lettura: “La scomparsa dei fatti”, M. Travaglio, il Saggiatore, 2006
Citazione: “Posso non essere d’accordo con te, ma difenderò fino all’ultimo il tuo diritto di stare zitto”, Daniele Luttazzi
Tesi interessante ma io non penso che tutta la colpa sia dei giornalisti.
Comunque “a metterla” si scrive senz’acca. Correggilo prima che se ne accorga qualcun’altro.